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Siti web · 2026

Punjabi Dhaba Il sito e il configuratore eventi

Tre sedi, due cucine, ottantaquattro piatti: un menu che cambia con la città.

Il logotipo Punjabi Dhaba, ristorante indiano dal 1998, in chiaro su fondo scuro

Cliente
Punjabi Dhaba
Anno
2026
Ambito
Siti web
Consegna
Sito in tre lingue, configuratore eventi in nove passi, pannello di gestione

01 Il contesto

Un ristorante indiano aperto nel 1998, e oggi tre sedi in tre regioni: Brescia, La Spezia, Martina Franca. Il lavoro difficile non era la pagina d’apertura: era che il menu non è uno. A Brescia e a La Spezia si mangia indiano, a Martina Franca anche italiano, e i prezzi non coincidono. Gli eventi si trattavano al telefono, un preventivo per volta, rifacendo ogni volta lo stesso conto a mano.

Il pannello delle sedi: Brescia, con indirizzo, CAP, provincia e anno di apertura

02 Il progetto

Un sito in italiano, inglese e tedesco dove il menu si sceglie per sede e mostra soltanto quello che quella cucina fa davvero: ottantaquattro piatti, cinquantaquattro indiani e trenta italiani, ripresi dai menu stampati e riscritti come dati invece che come pagine. E un configuratore eventi in nove passi – sede, data, occasione, invitati, menu, servizi extra, note – che aggiorna la stima mentre si scelgono le voci e manda la richiesta con i numeri già fatti.

Il menu è un dato, non una pagina
Gli ottantaquattro piatti stanno in un catalogo con categoria, prezzo, allergeni e sede, ognuno nelle tre lingue. È la ragione per cui lo stesso menu si mostra in due cucine, si filtra per categoria e finisce dentro il configuratore senza essere scritto due volte.
Il configuratore fa il conto mentre si sceglie
Nove passi, e la stima si aggiorna a ogni scelta: occasione, numero di invitati, menu, servizi extra. La cifra è dichiarata indicativa perché lo è, e la conferma resta al ristorante – ma chi chiede sa già l’ordine di grandezza, e chi risponde non rifà il conto.
Tre lingue, e il posto per la quarta
Italiano, inglese e tedesco, con gli indirizzi tradotti e le versioni dichiarate ai motori di ricerca. Il punjabi non c’è ancora e la struttura lo aspetta: si aggiunge una lingua, non si rifà un sito.
Il pannello è la consegna, non un accessorio
Sedi, menu per cucina e categoria, tipi di evento e prezzi, servizi extra, recensioni, testi del sito, richieste ricevute. E dice da sé cosa manca ancora: un elenco in cima che si accorcia da solo mentre i dati arrivano.
Il terzo passo del configuratore: otto occasioni con la quota a persona

03 L’esito

Il ristorante cambia da sé prezzi, piatti, orari e testi delle tre sedi da un pannello, senza chiamare nessuno. Le richieste di evento arrivano con la stima già calcolata, quindi la telefonata comincia dove prima finiva. Il sito è consegnato e gira in anteprima: aspetta le fotografie vere e i dati di contatto delle tre sedi per andare online.

Il pannello del menu: cucina indiana con cinquantaquattro piatti, italiana con trenta

Il configuratore, e dove arrivano le richieste

Il passo dei servizi extra: DJ, musica dal vivo, allestimento, fiori, fotografo, menu personalizzato
Il sesto passo. Ogni servizio ha la sua tariffa e la stima in basso cresce mentre si spunta: qui siamo a 7.140 euro, e la cifra si vede prima di chiedere.
Il pannello delle richieste ricevute, con i filtri da vedere, confermate e annullate
Dove arrivano. La stima calcolata dal sito viaggia con la richiesta, e il prezzo definitivo lo conferma il ristorante a mano: il configuratore fa un preventivo, non un contratto.